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camminare la parola in armonia, bellezza ed equilibrio


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Vento d’Autunno

Il mondo non è finto oggi con Nibiru, ma potrebbe finire in ogni momento per ognuno di noi…. perciò fa sempre bene ricordare che cosa è importante, ringraziare, chiarire, perdonare, perdonarsi, amarsi, gioire di ogni istante, respirare,  essere presenti nel presente….
Tanto fuoco  questa estate, calore, tempeste solari e geomagnetiche, tempeste interiori, fuoco alchemico, nigredo, lenta cottura…. tanto fuoco di trasformazione, purificazione e….

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Comincia il tempo del raccoglimento d’Autunno… tempo di celebrazione dei raccolti, che siano abbondanti o scarsi sarà ciò che ci serve per il tempo a venire.
Tempo di scelta dei semi da piantare e di quelli con cui nutrirci e di quelli da scambiare… un buon tempo per lasciare andare in bellezza ciò che ha finito il suo compito.
Domani ci raccoglieremo insieme, donne e uomini, in cerchio nel ventre della Madre Terra  per riaffermare la nostra alleanza con lei, per celebrare questo tempo, per scegliere i semi che vogliamo far germogliare …
https://www.facebook.com/events/283641975449019/

“Per diventare come l’Orso ed entrare nella sicurezza della grotta-grembo, dobbiamo armonizzare noi stessi alle energie della Madre Eterna, e ricevere nutrimento dalla placenta del Grande Vuoto…
Molte tribù hanno chiamato questo spazio di conoscenza interiore Capanna del Sogno (Dream Lodge), dove la morte dell’illusione della realtà fisica si sovrappone all’espressione dell Eternità. È nella Capanna del Sogno che siedono in concilio i nostri antenati, e ci consigliano sentieri alternativi per raggiungere le nostre mete, Questo è il potere dell’Orso”
Jamie Sams

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Continua  percorso esplorazione degli archetipi femminili attraverso le tecniche sciamaniche “Il Risveglio dell’Alchimista” con il secondo incontro LA TESSITRICE di SOGNI per intessere insieme i Sogni del Domani….
1° ottobre presso MadreLuna Ads. – Piazza G.Venezian 4R – Genova Prà info: laura.madreluna@gmail.com – 3471296075 (Marga) (posti in esaurimento)

29 ottobre presso Portogruaro (Ve) info: ilteatrodisadora@gmail.com 347 1722915 (Alessandra)
https://www.facebook.com/events/292365307914165/  

Con un grande grazie per ogni incontro sul mio cammino…
vi abbraccio belle anime
buon autunno pieno di colori e dolcezza
Arkaura

 

 

 

 

 

 

 

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Temazcal – Rinascere nella Terra

Si chiuse la porta. Dentro era buio, solo le pietre emanavano bagliori rossastri.             «Offriamo questo lavoro per la nostra Vita…» disse la sciamana versando sulle pietre un po’ d’acqua che evaporò sibilando, «per la nostra futura Morte, per tutte le nostre relazioni e per il benessere dell’Umanità Una.»
Versò altra acqua. Il vapore e il calore arrivavano a vampate.
Al ritmo del sonaglio invocavano, cantando, il potere delle Sette Direzioni Sacre, degli Alleati, Guide, Maestri e degli Antenati, versando un po’ d’acqua a ogni chiamata.             «La donna ha un legame profondo con la terra. Il suo corpo ne conosce i cicli e le stagioni e, come la terra, i suoi cicli sono guidati dalla Luna.
Ora siamo dentro al tuo ventre, Madre Terra, e siamo qui per rinascere come tue figlie… Le pietre ci portano il fuoco dello spirito, respirate attraverso la vostra bocca questo calore, accoglietelo nel cuore, nel ventre, in tutti gli organi e le cellule… accogliete il Fuoco che cura, guarisce, illumina, trasmuta…»
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Nell’oscurità calda e umida della capanna, ondate di vapore continuavano a investirle. Sentivano la terra sotto di loro inumidirsi al sudore che gocciolava lungo i loro corpi, accogliendolo come un prezioso sigillo di alleanza. Miriam si vide seduta in cerchi antichi di donne raccolte in preghiera… sentì che si riallacciavano legami e riemergevano memorie immagazzinate in qualche profondità delle sue molecole.
A un segnale di Florinda fu aperta la porta e l’aria fresca entrò come regalo, un sollievo.
Fuori la luce era crepuscolare e il fuoco ardeva e danzava.
Altre sette pietre furono portate dentro, ringraziate e onorate con le resine profumate e quando la porta si richiuse, a Sara sembrò di scorgere nelle abuelitas, dei vecchi volti rugosi.
Il suono monotono del sonaglio riprese e la voce di Florinda intonò una cantilena di cui non comprendevano le parole, ma che faceva vibrare le corde dell’anima.
«Questa porta è dedicata alla cura del corpo, dell’anima e delle memorie dei nostri antenati che custodiamo in noi.  In questo spazio possiamo chiedere la guarigione che desideriamo, per noi stesse o per qualcuno che ci sta a cuore, con la certezza di essere ascoltate dalla nostra Madre Divina e dal Grande Spirito… ognuna di noi esprimerà ad alta voce la sua preghiera. Chiedete con umiltà perché è attraverso il vostro corpo che lo elaborerete, e nell’unione del cuore la guarigione avviene attraverso tutti i partecipanti…
Lasciamo emergere dal profondo, il dolore, la ferita che oggi offriamo al fuoco per guarirla e fare pace con la nostra storia personale… Diamo un nome all’ombra che ci accompagna… riconosciamola.»
L’aria era calda, carica e pesante. Si faticava a respirare e il cuore batteva forte. Paure antiche ed emozioni intense si muovevano dentro in cerca delle parole o del suono che le avrebbe liberate.
……..
Ogni cosa detta toccava Miriam profondamente.
«L’umanità è un corpo unico e non possiamo essere indifferenti al dolore di chi ci sembra lontano» pensava, «perché quella sofferenza lascia un segno anche in noi…»
E ognuna liberò un proprio dolore….  Respiri affannosi.
«Mi manca l’aria! Non ce la faccio più…» disse Miriam.
«Anch’io! Il cuore mi scoppia!»
«Cercate di resistere ancora un po’. Sentite la Terra, abbassatevi verso di lei, respirate la sua freschezza…» la voce calma di Florinda le confortò e il respiro si fece più lento.
«Passateci attraverso… Tutte queste sofferenze sono impresse nella Terra e noi, che ne facciamo parte, le sentiamo… ogni ferita che curiamo in noi, la curiamo allo stesso tempo nell’intero pianeta.»
Un canto lento, scandito da respiri profondi, scese come un balsamo, curandole… La porta si aprì e l’aria fresca della notte portò sollievo.
Cantarono ancora per chiamare las abuelitas e la loro medicina e Florinda bruciò un pezzo di legno aromatico che diffuse un profumo intenso, dolce e benefico.
La porta si richiuse.
Le pietre, vecchine rugose sorridenti, brillavano, e nei cuori era entrata la pace.             «Continuiamo la nave di purificazione… Ora il cuore è più aperto e morbido e nelle sue profondità possiamo trovare il perdono… per noi stesse e per chi ci ha ferito… Come quest’acqua che fluisce e lava via il passato facendo pace con la nostra storia personale, possiamo trovare equilibrio nel caos…»
Acqua, sudore, vapore, lacrime… dolcezza che scende.

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………
Lo spazio intimo della capanna era pieno di canti, allegria e tanti ringraziamenti che continuarono per un po’. Nessuna di loro sembrava aver più voglia di uscire, finché Florinda, versando sulle pietre l’acqua rimanente, recitò la frase conclusiva:             «Padre Celeste, Pachamama, Grande Mistero che vivi nel cuore, ringraziando il potere delle Sette Direzioni Sacre e di tutti i nostri Alleati, chiudo il lavoro di oggi, offerto per la nostra vita, per la nostra futura morte, per le prossime generazioni e il benessere dell’Umanità Una… Aho
Le donne uscirono dalla capanna fumanti di vapore e la notte le accolse con una bellezza disarmante.
Il cielo stellato, gli alberi, i sassi, tutto sembra nuovo, come appena creato.
Si accoccolarono per un po’ vicino alle braci del fuoco, ignare di essere nude, cantando ancora… Avevano terra sul corpo, ma si sentivano pulite, erano in pace, in armonia, in equilibrio, in grazia, in bellezza…..

Aho

 

tratto da Verso Uno – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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Photo  Arkaura –  www.arkaura.eu

 

 


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Appuntamenti di Risveglio Arcobaleno

“Questo mondo è a meno di un secondo di differenza da ciò che consideriamo il tempo corretto. Questo duplicato di mondo o realtà parallela era chiamato dai miei insegnanti il Sogno dell’Arcobaleno. Questa profezia unificata o collettiva di molte tribù: è una Visione che presagisce il riunirsi di tutte le nazioni. Il simbolo comune che ha accompagnato queste visioni e questi sogni era l’Arcobaleno Rotante e il tema ricorrente era quello della dell’unità, dell’armonia e della pace. Questo Arcobaleno Rotante fu incontrato  inizialmente dalle società segrete dei Veggenti e dei Sognatori Nativi Americani; le visioni delle potenzialità di questo mondo futuro accumularono energia anno dopo anno, perchè sempre più persone dotate e guarite scoprirono queste idee all’interno della Tessitura del Sogno. Quel sogno di armonia e pace mondiale esiste in forma energetica ed è una realtà che è stata alimentata per secoli dai veggenti e sognatori di tutto il mondo. Questo mondo energetico ha preso forma e si sta fondendo fisicamente con il nostro. Sufficiente energia positiva, pensieri e sentimenti sono stati investiti per secoli in questo concetto per permettere al sogno di prendere forma, creando un mondo altenativo di coscienza e  fisicità.”
(Danzare il Sogno – J.Sams)

Risvegliare i semi d’arcobaleno in me e negli altri è un compito sacro che ho riconosciuto e accolto…. molto prima di esserne consapevole….

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Questi i prossimi appuntamenti in cui condivido questo dono….
…. in uno spazio di autentica e gioiosa intimità dove  insieme, seguendo le orme della cacciatrice selvaggia che abita ognuna di noi, scopriremo gli alleati e i talenti che ci offre,  attivandoli poi nel bastone di potere….

27 Agosto in Veneto
Impronte di Lupa. La Cacciatrice
“La natura selvaggia porta tutto ciò  di cui una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto. Porta storie e sogni e parole e canzoni e segni e simboli. E’ nel contempo veicolo e destinazione.” (C.P. Estes)

presso Centro Olistico Yoga Mala – Viale Rimembranze 19, 33082 Azzano Decimo
ISCRIZIONI:
ilteatrodisadora@gmail.com
347 1722915 (Alessandra)
https://www.facebook.com/events/1928605670741086

10 settembre in Liguria
Il Risveglio dell’Alchimista – Impronte di Lupa
La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro a lei, è la patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i danzatori, i pensatori, di coloro che creano preghiere, che ricercano, che trovano….” (C.P. Estes)

presso Madreluna asd – Piazza G. VENEZIAN 4R, 16157 Genova
ISCRIZIONI:
laura.madreluna@gmail.com – arkaura@gmail.com tel.3471296075 (Marga)
https://www.facebook.com/events/128283744445899/

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A presto … nel cerchio del Cuore…
Arkaura

Art:
La Papessa + wolf spirit  by Arkaura – http://www.arkaura.eu

Wolf woman by Susan Seddon Boulet

 

 

 

 


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Miriam e l’Aquila Blu

Nella notte un tintinnio alla finestra svegliò Miriam.
Si alzò dal letto e nel buio vide ogni cosa circondata da una leggera luminosità.
Tutto era silenzioso.
Attraversò il piccolo atrio e uscì all’aperto. L’aria era fresca e il sentiero che conduceva alla montagna sembrava chiamarla.
Senza pensare, a piedi nudi si avviò verso l’alto, avanzando leggera, seguendo un richiamo interiore come guidata da una forza invisibile. Ogni sasso, pianta, oggetto, emanava un leggero chiarore.
Raggiunta la vetta, si trovò su uno spazio di pietra piatto e quasi circolare.
L’orizzonte tutt’intorno era libero, ma una nebbia sottile nascondeva il paesaggio.
Udì il richiamo di un rapace… Alzò gli occhi e la vide. L’aquila stava volando sopra di lei.
Miriam ammirò i perfetti movimenti del volo.

«Che creatura magnifica…» pensò, «vorrei conoscerla…»

In quell’istante un raggio di luce uscì dal suo cuore e raggiunse l’aquila che si voltò verso di lei.

digitalart Jan Patrick Kraswy
Planò, posandosi poco lontano. Le sue piume erano di colore azzurro intenso con sfumature blu. Saltellando si avvicinò e le salì in grembo, fissandola con i profondi occhi gialli.
D’istinto Miriam la accolse, sentendone la morbidezza del piumaggio e la forza degli artigli e nell’abbraccio il suo corpo si fuse con quello dell’aquila in un’onda di gioia selvaggia. Si alzò in piedi, aprì le braccia, accorgendosi di avere ali azzurre, e avvicinandosi al bordo del pianoro, spiccò il volo… Che sensazione di estrema libertà!
Planava nelle correnti ascensionali, saliva senza fatica, seguiva il vento, percepiva la consistenza dell’aria. Dall’alto, volando sopra una rigogliosa foresta tropicale, vedeva tutto con chiarezza: corsi d’acqua sinuosi, animali in movimento, un villaggio, bambini che si tuffavano in acqua.
Scese in una piccola radura e quando toccò terra, furono i suoi piedi umani a farlo.
Davanti a lei un’indigena con pelle dorata e lunghi capelli neri adornati da una corona di piume azzurre e blu, le sorrideva.
La donna, poco più anziana di lei, le appariva stranamente famigliare.
Prendendola per mano la condusse a una capanna di rami e paglia.
«Bentornata! Sono Aguila Azul. Appartengo al popolo della foresta, come te, e ho conservato qualcosa che ti appartiene…» disse porgendole un tamburo dal bordo decorato con piume azzurre simile a quello di Paulus e Florinda.
Miriam lo prese tra le mani e, iniziando a percuoterlo, il battito le risuonò dentro riportandole quella sensazione di gioia e libertà…
Riaprì gli occhi nel suo letto. Sara bussava alla porta.
Attraverso la finestra vide che stava albeggiando e, per un attimo, le parve di essere ancora nella foresta col tamburo tra le mani…

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«Uuaauuh Sarita! Che sogno!» disse alzandosi dal letto. «Arrivo subito!»
Mentre appoggiava i piedi a terra, una piuma azzurra le cadde dai capelli…
Una scossa le attraversò il corpo. Meravigliata, la raccolse.
Indossò velocemente l’abito bianco, legò la piuma a una frangia dello scialle e raggiunse la sorella che stava accarezzando Nagual nell’entrata.
«Ce ne hai messo a svegliarti Didi! È un bel po’ che busso… Dai, Flò ci aspetta.»
Tratto da Verso Uno – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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Cosmic Eagle – digital art by Jan Patrick Kraswy
Blue feather drum – watercolor painting by Arkaura – www.arkaura.eu
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Temazcal – riaffermare il legame con la Terra

“La sciamana mostrò le dimensioni delle pietre che sarebbero servite.

«Riempite gli zaini con il peso che riuscite a portare, riconoscendo i vostri limiti e tenendo a mente che ogni peso che portate è un peso che libererete e lascerete andare durante la cerimonia, per voi stesse e per l’umanità…»
Quando tutti, lei e Paulus compresi, ebbero riempito gli zaini, scesero verso l’area che avevano osservato dall’alto.
«Con la stessa delicatezza, mettete le pietre qui» disse indicando uno spiazzo vicino al cerchio del fuoco, «e disponetele a gruppi di sette.»
Terminato il lavoro, la sciamana si accomodò su di un tronco facendo cenno alle ragazze di sedersi accanto a lei.

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«La capanna del sudore, Temazcal o Inipi, è un potente rituale di purificazione e rinascita, è la riaffermazione del nostro legame con la Terra, nostra Madre… è anche un aiuto per risvegliare le nostre memorie antiche. La capanna, dono dello Spirito, è il luogo che ci riunisce e ci centra, per purificarci, pregare, cantare, esprimere, celebrare, ma soprattutto per ascoltare il nostro cuore attraverso il linguaggio silenzioso dalla Natura che ci circonda e ricevere dalle Sette Direzioni la nostra personale Visione del Cammino.
Il calore delle pietre trasporta la medicina del Fuoco che entra nel nostro cuore, liberandolo da tutte le ombre e le resistenze, aprendoci al potere femminile della Terra. Nella capanna la parola è viva, autentica, ha il potere di comunicare e soprattutto di essere ascoltata dal Grande Spirito e dalla Madre Universale…
Oltre ai vantaggi per il nostro spirito questa cerimonia ci regala anche numerosi benefici fisici. Con il vapore e il calore aiuta a eliminare tossine, rafforza il sistema immunitario ed è un’ottima terapia per vari disturbi femminili. Viene usata anche come preparazione al parto. Io stessa ho potuto sperimentare che la medicina del Temazcal può curare anche malattie gravi, purificando il corpo e dando allo spirito gli strumenti per comprendere…
Vi ho parlato tanto, ma quello che realmente accade lì dentro non può essere espresso con le parole… è un tuffo dentro il Grande Mistero.»

tratto da Verso Uno – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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Photo & art Arkaura –  www.arkaura.eu

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1 Commento

Temazcal e Geometria Sacra

«Fece notare la disposizione geometrica degli spazi intorno alla casa. Ogni sasso, pianta, sentiero, seguiva un preciso disegno formando un mandala. Niente era casuale.

Questo è utilizzo pratico della geometria sacra» commentò Florinda. «Le linee, gli spazi pieni e vuoti, creano correnti precise che favoriscono talune attività o altre… Conoscere questa scienza facilita il lavoro dello sciamano, del guaritore e del cercatore della visione. Ora guardate laggiù…» disse, indicando verso destra la struttura fatta di rami che avevano già notato al loro arrivo.
«Quella è la cupola del Temazcal, la nostra nave di purificazione… osservatela e ditemi che cosa vedete.»

 

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Miriam e Sara videro che la capanna semisferica di rami intrecciati era contornata da un cerchio di pietre aperto in un punto. Da quel punto, un breve vialetto segnato da pietre su ambedue i lati, conduceva a un altro cerchio di pietre più piccolo che circondava una conca circolare contenente resti di cenere.  A lato della capanna c’era una montagnola di terra e pietre con un ramo conficcato nel centro  cui erano appese piume, conchiglie e stoffe colorate e dentro la cupola, proprio nel mezzo, c’era un’altra piccola conca circolare piena di pietre. La forma, guardandola dall’alto, sembrava un meccanismo, un codice, e ricordava certi disegni dei cerchi misteriosamente apparsi nei campi in varie parti del mondo.
«Sembra un cerchio nel grano!» esclamò Sara notando la simmetria e geometria ottenuta con elementi grezzi e irregolari.
«Hai ragione» confermò Florinda. «Questa struttura giunge a noi da tradizioni molto antiche eppure somiglia sorprendentemente ai codici che appaiono nei cerchi nel grano. Si dice, infatti, che tra i nostri antenati, i popoli nativi del continente americano, vivessero uomini e donne di potere in grado di comunicare con esseri di altri mondi o altre dimensioni, e che da questi esseri abbiano ricevuto insegnamenti e cerimonie che ci aiutano a mantenere o ritrovare la nostra connessione con la rete universale della vita. I codici dei fratelli cosmici che oggi ci appaiono nei campi, sono la stessa cosa, aiuti per ricordare… Stiamo ora vivendo il salto quantico e alcuni di noi già possono vedere la vera struttura della realtà…»
Mentre la voce di Florinda diventava ipnotica, le sorelle videro i cerchi acquisire luminosità e ruotare come ingranaggi mentre un reticolato di luce pulsante appariva e univa tutto: il bosco, la casa, la montagna, loro stesse.
La rete di luce si sovrapponeva alla visione del mondo materiale e in quel momento apparve naturale e ovvio: come potevano averlo dimenticato tanto a lungo?
Dopo alcuni minuti, Florinda le invitò ad avvicinarsi alla pietraia e iniziò a parlare delle pietre, las abuelitas… 

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Questo è  un insegnamento delle abuelitas: anche la materia più densa può emanare luce quando è riscaldata dal fuoco dello Spirito.

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Verso Uno – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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Foto e illustrazioni di Arkaura – www.arkaura.eu


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Incontri multidimesionali

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Dopo il tramonto, con gli abiti bianchi, il loro Bastone della Parola e lo scialle, andarono allo spazio circolare dove la sciamana stava già accendendo il fuoco.       «Benvenute figlie» le accolse la donna gettando erbe profumate nel fuoco. «Questa sera vi guiderò nel Mondo di Sopra a conoscere il vostro angelo…»
Alla parola “angelo” i volti delle sorelle s’illuminarono.
«Prendete uno di questi sonagli e formiamo un cerchio. Ora invitiamo gli spiriti benevoli della natura, i nostri alleati spirituali e i poteri delle Sette Direzioni Sacre, ad accompagnarci in questo viaggio nel mondo dei Maestri, delle Guide e degli Angeli. Nel Mondo di Sopra…» continuò con voce cantilenante, «si arriva salendo oltre le nuvole e il cosmo… Varcando l’entrata per l’altra dimensione avrete l’impressione di attraversare un velo. Vi troverete in un mondo fatto di luce e presenze eteriche… mantenete l’intenzione chiara e lasciate che sia il cuore a guidarvi…» Iniziò a cantare al ritmo del sonaglio, e le ragazze si unirono al canto avvertendo una sfera di energia formarsi intorno a loro. Florinda terminò di cantare. Mise delle resine profumate in un piccolo braciere e girò loro intorno alcune volte, purificandole con l’aiuto di una grossa penna d’aquila.
«Ora sdraiatevi tenendo sul cuore il vostro Bastone della Parola e visualizzate una scala per il cielo… Chiedete al vostro angelo di comunicare con voi…»
Iniziò a suonare il tamburo e il ritmo ipnotico portò subito Miriam in uno stato di profondo rilassamento…
«Respiro profondamente mentre il battito monotono del tamburo mi attraversa a onde concentriche. Il mio corpo diventa leggero e impalpabile, impercettibile, il bagliore del fuoco disegna forme sullo schermo dei miei occhi chiusi… sono su una spiaggia, vedo il mare davanti a me. Il cielo è nuvoloso e un raggio di luce filtra e scende fino a terra. Ci cammino sopra, supero le nuvole e le stelle e attraverso un’apertura ovale e luminosa che sembra una membrana fatta di ragnatela. Ora sono in uno spazio illuminato e rarefatto… sto camminando in un lungo corridoio con molte porte aperte, in un palazzo di cristallo fluido. Vedo un uomo anziano in abiti chiari e morbidi, con barba e lunghi capelli bianchi e mi avvicino chiedendo se sa dove posso trovare il mio angelo. Indicandomi una scala che sale, con un sorriso si porta le mani sul cuore e poi di nuovo indica la scala… la richiesta del cuore… ora ricordo! Inizio a salire tenendo una mano sul cuore, invitando il mio angelo a mostrarsi e comunicare con me… Una scia luminosa sembra indicarmi la strada, salgo alcuni piani incontrando esseri di razze diverse, alcune sconosciute. Tutti emanano amore, armonia e integrità. Sorridono. Qualcuno con occhi profondi e pieni di luce mi fa cenno di proseguire. Salgo ancora e mi trovo in un grande spazio circolare fatto di materiale fluido e mobile, come luce dorata, al cui centro la luminosità è più intensa… so che il mio posto è qui.  Mi avvicino al centro e nella luce d’oro vedo un Essere meraviglioso e cangiante. Sono felice, respiro gioia, bellezza e libertà… l’Essere si muove e ogni movimento è danza… Sorride e sento ogni cellula del mio corpo gioire. La Voce vibra ovunque, la sento danzare nel mio cuore con queste parole: “Amore a te sorella di luce, bentornata a casa… Io sono la luce del sole che ti riscalda e t’illumina dal di dentro. Sono in ogni emozione che riconosci, sono i momenti di gioia che provi, sono la grandezza, la felicità che non sai spiegarti, sono i sentimenti che non comprendi, ma che già riconosci. Apri le braccia, sorridi, colmati d’amore e lasciati trasportare dalle energie. Vivi ogni attimo e ogni circostanza dalla prospettiva dell’Essere di Luce quale tu sei… ricorda chi sei e tutto seguirà… tu sei Luce, siamo fratelli, noi siamo Uno…” e conclude dicendomi “Ricorda, anima eccellente, che niente ti appartiene perché tutto è già tuo…” e allargando le braccia mi accoglie in un abbraccio in cui sento di fondermi ed espandermi in un’indescrivibile gioia infinita.
Io Sono nell’eternità senza tempo. È perfetto. Così è…

22 ELOIS E CAMMINO

Il suono del tamburo cessa e solo in quel momento mi accorgo che c’era… poi inizia il rullare del richiamo al ritorno… mi sento smaterializzata e torno lentamente consapevole del mio corpo, del viaggio, di Florinda e Sara, del fuoco che scoppietta. Il Bastone della Parola che tengo sul cuore è vivo e vibrante. Florinda ha intonato un icaro di saluto e ringraziamento agli spiriti.

In silenzio, col cuore colmo di pace, ci dirigiamo verso casa…

In silenzio Paulus ci accoglie con un sorriso e un abbraccio. In silenzio assaporiamo la zuppa di verdure, in silenzio ci parliamo con gli occhi, in silenzio ascoltiamo la presenza dell’angelo che ci avvolge… in silenzio ringraziamo Florinda e Paulus dal profondo del nostro cuore. In silenzio siamo Uno.»
E in silenzio, terminata la cena, Sara si alzò. Con le mani sul cuore e un sorriso salutò tutti e si diresse in camera. Accese alcune candele, prese il quaderno dove, da quando Paulus era diventato il loro Maestro, annotava esperienze e riflessioni, e iniziò a scrivere…
«Il tamburo chiamava ed io ne ero distratta. Avrei voluto avere il mio flauto e unirmi a quel suono. Sento che è quello che devo fare, sento che il mio suono può essere una guida per altre anime, per accompagnarle dove devono andare. Poi ho stretto il mio Bastone della Parola e ho pensato “Chiedo e desidero parlare con te, mio angelo. Guidami affinché ci possiamo incontrare…” e ho visualizzato la scala per il cielo, come indicato da Florinda. Sono salita e mi sono ritrovata in una grotta scavata nella roccia. Era calda e luminosa.
Una donna molto bella, accanto a una fonte, mi sorrideva. Mi avvicino, m’inginocchio, non so perché, ma lo devo fare…
Lei mi porge una conchiglia colma d’acqua cristallina e m’invita a bere, molte volte. L’acqua è buona, leggera, gustosa. Mi dice di andare a bere ogni volta che posso perché quell’acqua mi trasformerà. Poi mi indica un tunnel ed io mi ci incammino ritrovandomi di fronte al vecchio ulivo, Hadar, di cui vedo la struttura energetica luminosa, splendente, vibrante e lì, seduto tra le radici dell’albero, c’è un meraviglioso essere di luce che mi guarda e mi sorride. Chiedo: “Sei tu, Elois?” e lui risponde: “Come le onde del mare s’infrangono sulla riva, io vengo a te e ti circondo con la mia energia. Chi sei tu?
Io sento il mio cuore traboccare amore ed energia, sento il mio corpo grande, immenso, senza confini. Sopra di me il cielo è pieno di stelle ed io rispondo: “Sono la figlia dell’Universo, sono la figlia delle stelle…” Mi percepisco immensa, sento il mio corpo espandersi su tutta la Terra, la posso abbracciare e circondare, posso essere ovunque, sono unita col Tutto, abbraccio i pianeti, mi espando nell’Universo, io sono così.
L’angelo dice: “Dolce anima, apri il tuo cuore alla luce che hai dentro. Io Sono e ti Amo son tutto e ti chiamo, vieni a me, vieni a me, vieni al tuo posto, vieni al tuo Sé. Lasciati fluire e tutto seguirà. Tu hai la forza e l’amore, la purezza e l’ardore, essi sono il tuo sostegno, la tua cura, la tua chiave di casa. Ora accetta il mio piccolo dono, sono tre parole che dicono, IO CI SONO! In ogni momento, in ogni confusione, quando lo desideri io per te, SONO.
Poi viene verso me e mi avvolge in un abbraccio di luce… ed io sono lui e lui è me e siamo Uno con tutto ciò che è, in un presente senza tempo…
Il tamburo smette di suonare ed è strano sentirlo, perché non udivo alcun suono. L’angelo unisce le mani e le porta prima sul cuore e poi alla fronte scomparendo in un fascio di luce. Al rullare del tamburo apro gli occhi ma mi ci vuole un po’ per capire chi sono e dove sono… anche mia sorella sta riaprendo gli occhi… anche lei mi sembra un essere immenso di energia che illumina la notte.»
Sara ripose il quaderno nello zaino. Prese il flauto e mentre creava un canto di ringraziamento, pensò: «Sono nel posto giusto al momento giusto, ed è perfetto, così è…»

Brano estratto da “Verso Uno” – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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