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Temazcal e Geometria Sacra

«Fece notare la disposizione geometrica degli spazi intorno alla casa. Ogni sasso, pianta, sentiero, seguiva un preciso disegno formando un mandala. Niente era casuale.

Questo è utilizzo pratico della geometria sacra» commentò Florinda. «Le linee, gli spazi pieni e vuoti, creano correnti precise che favoriscono talune attività o altre… Conoscere questa scienza facilita il lavoro dello sciamano, del guaritore e del cercatore della visione. Ora guardate laggiù…» disse, indicando verso destra la struttura fatta di rami che avevano già notato al loro arrivo.
«Quella è la cupola del Temazcal, la nostra nave di purificazione… osservatela e ditemi che cosa vedete.»

 

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Miriam e Sara videro che la capanna semisferica di rami intrecciati era contornata da un cerchio di pietre aperto in un punto. Da quel punto, un breve vialetto segnato da pietre su ambedue i lati, conduceva a un altro cerchio di pietre più piccolo che circondava una conca circolare contenente resti di cenere.  A lato della capanna c’era una montagnola di terra e pietre con un ramo conficcato nel centro  cui erano appese piume, conchiglie e stoffe colorate e dentro la cupola, proprio nel mezzo, c’era un’altra piccola conca circolare piena di pietre. La forma, guardandola dall’alto, sembrava un meccanismo, un codice, e ricordava certi disegni dei cerchi misteriosamente apparsi nei campi in varie parti del mondo.
«Sembra un cerchio nel grano!» esclamò Sara notando la simmetria e geometria ottenuta con elementi grezzi e irregolari.
«Hai ragione» confermò Florinda. «Questa struttura giunge a noi da tradizioni molto antiche eppure somiglia sorprendentemente ai codici che appaiono nei cerchi nel grano. Si dice, infatti, che tra i nostri antenati, i popoli nativi del continente americano, vivessero uomini e donne di potere in grado di comunicare con esseri di altri mondi o altre dimensioni, e che da questi esseri abbiano ricevuto insegnamenti e cerimonie che ci aiutano a mantenere o ritrovare la nostra connessione con la rete universale della vita. I codici dei fratelli cosmici che oggi ci appaiono nei campi, sono la stessa cosa, aiuti per ricordare… Stiamo ora vivendo il salto quantico e alcuni di noi già possono vedere la vera struttura della realtà…»
Mentre la voce di Florinda diventava ipnotica, le sorelle videro i cerchi acquisire luminosità e ruotare come ingranaggi mentre un reticolato di luce pulsante appariva e univa tutto: il bosco, la casa, la montagna, loro stesse.
La rete di luce si sovrapponeva alla visione del mondo materiale e in quel momento apparve naturale e ovvio: come potevano averlo dimenticato tanto a lungo?
Dopo alcuni minuti, Florinda le invitò ad avvicinarsi alla pietraia e iniziò a parlare delle pietre, las abuelitas… 

temazcal small            «Le pietre sono antiche, sono le nostre nonne, vivono sulla terra da milioni di anni e ne conservano i ricordi. Sono materia solida, pesante, rigida, sembrano inerti eppure anche loro vibrano… paiono opache eppure anche loro brillano… le pietre nel Temazcal sono la Terra, la Materia e quando passano attraverso il fuoco, ovvero lo Spirito, diventano luminose, irradiano calore e luce come il sole.
Questo è  un insegnamento delle abuelitas: anche la materia più densa può emanare luce quando è riscaldata dal fuoco dello Spirito.

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Verso Uno – Margherita Lacqua e Simona Cerri
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Foto e illustrazioni di Arkaura – www.arkaura.eu