le7piumed'oro

camminare la parola in armonia, bellezza ed equilibrio


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Come si esce dal Labirinto?

– Madre,  come si esce dal labirinto?
– Prima devi perderti, Figlia della Terra, e dimenticare perché sei entrata… devi smarrire le scarpe e imparare a sentire con i piedi.
– ho paura, le rocce mi possono ferire, se perdo le scarpe!
– Certo, può accadere che tu venga ferita, mentre impari a sentire. Ti è già accaduto e a volte sono state le scarpe a ferirti, ma hai continuato a indossarle. Dunque, adesso che i tuoi occhi hanno perso i punti di riferimento, ascolta i tuoi piedi, essi conoscono la direzione…
– Non ricordo di esserci entrata, Madre, pensavo che qualcosa o qualcuno mi ci avesse rinchiusa…

– Hai vagato a lungo, Figlia, e il labirinto che  si è creato attorno alle scelte che hai fatto e soprattutto a quelle che hai lasciato decidere ad altri, adesso ti sembra smisurato. Ma, ricorda che  l’uscita c’è sempre e la si trova  raggiungendo il centro.
– Ho cercato tanto, talvolta ci sono arrivata vicino e quasi l’ho toccato il centro, ma il suo vuoto mi ha spaventata, ho voltato le spalle e,  percorrendo sentieri tortuosi, mi sono trovata lontano. Smarrita e sola.
– In nessun momento sei stata abbandonata, Figlia delle Stelle,  ogni tuo passo è sempre protetto e circondato da spiriti amorevoli… tuttavia nessuno di loro violerà mai la tua Sacra Libertà di Scelta.
– Oh, Madre, a volte la scelta è così difficile e indugio nel timore di sbagliare…

-Anima Eccellente, ti istruirò ora sull’Arte di operare una Scelta. Sappi che, come tutte le Arti, non si impara  sui libri ma praticandola.
Per essere libera di scegliere, sospendi il giudizio e osserva.  Quando riuscirai a vedere senza provare né attrazione né avversione per ciò che ti appare, tu sarai nel centro e potrai decidere consapevolmente in quale direzione avviare i tuoi passi. Allora ricorderai che tu sei il labirinto e sei anche Colei che Osserva… e ciò che chiami “la realtà esterna” si modellerà alle scelte che fai in quello stato di consapevolezza.

– Sembra semplice, Madre, i piedi sanno la direzione che dimora nel mio cuore, ma perché allora si può smarrire la strada?

– Semplice, non sempre significa facile, ma… non temere di perderti:  la tua strada  sono tutti i passi che fai per tornare a Te.

Arkaura 17 novembre 2020
#diarioterrestre 


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È questa la menopausa? Susun Weed

Ecco il primo della serie:
il capitolo introduttivo del Libro “New Menopausal Years” di Susun Weed, traduzione Melissa Doordaughter e Margherita Arkaura

Susun Weed

È questa la menopausa?   
Preparando il viaggio              

“Non è oggi, il giorno migliore per cominciare?” chiede la Nonna Crescita.  “Se tu sei abbastanza grande per chiedere ‘E questa la menopausa?’ allora sei abbastanza grande per programmare il tuo viaggio verso la donna anziana che stai diventando.  Raccogliamo tutto ciò che serve.  Questo è il momento per cominciare il tuo viaggio nel Mutamento.”
“E’ questa la menopausa?” è una domanda che si risponde da sola.  
Quando chiedi, il processo è iniziato.  Qualcosa è cambiato, altrimenti, non avresti chiesto.  Cicli irregolari?  Una caldana occasionale? Se tu hai più di quaranta anni, stai sicuramente iniziando i tuoi anni della menopausa (e per alcune donne i cambiamenti iniziano anche prima).

“E’ questa, la menopausa?” È  rara la donna che mestrua ininterrottamente ogni 28 giorni, una volta al mese, finché un mese semplicemente smette.  Per la grande parte di noi, la menopausa è un processo che dura anni, non un preciso, conoscibile punto finale.
“E’ questa, la menopausa?”  In tempo lineare, nella mente di tanti medici e ginecologi, la menopausa è un evento singolo, una fine precisa.  Tutto, fino a l’ultima goccia di sangue, si chiama “pre-menopausa” e tutto dopo l’ultima goccia di sangue, si chiama “post-menopausa”. (nota: in italiano è un po’ diverso: premenopausa è il climaterio, il periodo di cicli irregolari precedente l’ultimo sangue e con menopausa si intende tutto il tempo dopo la fine del ciclo)
In questo modo di pensare, non esistono donne in menopausa, ci sono solo donne premenopausa, o post-menopausa.  Questo è come definire la pubertà soltanto la prima goccia di sangue e niente di più. Per la donna saggia, per la donna che sta vivendo la menopausa, è un processo a spirale nel tempo.  Un processo che cambia e muta perfino mentre passa attraverso noi, così  non sappiamo mai  che cosa aspettarci di giorno in giorno durante il Cambio.
“E’ questa, la menopausa?”  Tu ipotizzi quando salti un ciclo, e poi, sanguini in modo normale per un anno.
“E’ questa, la menopausa?”  rifletti, mentre lotti per capire i  tuoi nuovi appetiti e preferenze sessuali.
“E’ questa, la menopausa?”  Tu speri disperatamente mentre il sangue  fluisce fuori da te a torrenti.
“E’ questa, la menopausa?” 
Poiché hai chiesto, si!
E ci sono dei preparativi che puoi fare adesso per facilitare  il tuo viaggio di metamorfosi, cambiamento, iniziazione come donna completamente matura.

 “E’ questa, la menopausa?” ti chiedi, quando ti togli il maglione mentre tutti gli altri sembrano di avere freddo.
“E’ questa, la menopausa?” Supponi, quando la mestruazione ricomincia 13 giorni dopo il tuo ultimo ciclo.
Sì, questa è la menopausa, i tuoi anni di climaterio  sono iniziati.  Fai alleanza con le piante che sostengono gli ormoni, adesso. Esse  possono moderare gli abbondanti flussi di sangue della menopausa e stabilizzare la conclusione dei tuoi cicli mestruali.  Loro nutrono e tonificano le ghiandole che sono in trasformazione durante la menopausa, così  tu puoi incontrare i tuoi lampi (di calore! di visioni!) con più serenità.

“E’ questa, la menopausa?”  pensi, quando ti svegli, in panico, sudando e butti per terra tutte le coperte.
“E’ questa, la menopausa?”  domandi, mentre contempli i tuoi primi capelli bianchi…. Le tue prime rughe serie…. La consistenza più morbida della tua pelle… Il modo in cui la tua pancia e i tuoi seni son cresciuti e vanno sempre più giù con la forza della gravità.
“E’ questa, la menopausa?”  sospetti quando ti trovi a dormire meno, ma ricca di  succhi creativi.
“E’ questa, la menopausa?”  chiedi, notando che adesso digerisci tutto diversamente (cibo, persone, eventi).
“E’ questa, la menopausa?”  sospiri, stanca fino alle ossa, mortalmente stanca, profondamente esausta.
Questa è la menopausa e non sei sola.  Questa è la menopausa, non importa quello che dice il dottore.  Stai iniziando il tuo Cambio e tu puoi cambiare con grazia e umorismo.  Lascia che le erbe e altri cibi ricchi di acidi grassi essenziali ti aiutino a Cambiare.  Essi  limitano i disturbi cardio-vascolari (caldane, sudorazione, vampe), rinforzano il fegato, aiutano a tenere alto il  livello di energia e il cuore sano.
Lascia che le erbe e cibi ricchi di calcio e minerali ti diano un sonno più profondo, emozioni più uniformi e vecchie ossa forti. (Più ossa  costruisci prima della menopausa,  più ne avrai come crona).
I cambiamenti fisici/mestruali/emozionali e sessuali che accompagnano la menopause possono essere spaventosi.  Lascia che Nonna Crescita ti aiuti.  Lei conosce le vie dei misteri femminili.  Lei vive alla maniera della Donna Saggia, guarendo e rendendo integri le persone e il pianeta.  Lei offre Storie sul  Cambiamento.  Nuovi modi per capire gli anni della menopausa, e nuove visioni della Donna Anziana, Colei-Che-Trattiene-Il-Sangue-Saggio-Dentro.
“Iniziamo?”

Traduzione a cura di Melissa Doordaughter e Margherita Arkaura

Per la riproduzione (anche parziale) del testo per fini non commerciali, è necessario chiedere autorizzazione all’autore e citare la fonte.


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Piante Maestre

Diventare una persona delle piante, una sapiente della magia verde, non è un processo di apprendimento, è un processo di ricordo. Da qualche parte nel nostro lignaggio ancestrale, c’era qualcuno che viveva profondamente legato alla Terra, agli Elementi, al Sole, alla Luna e alle Stelle. Questo antenato vive nel nostro DNA, dormiente, non espresso, in attesa di essere ricordato e riportato in vita per mostrarci la vera natura ecologica della nostra anima, sia essa druidica, indigena o sciamanica.
Sajah Popham #magaverde

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Ho un grande amore per le erbe e le piante, esse per me sono alleate, sono bellezza, sono medicina e sono nutrimento. Da bambina parlavo con i fiori ed essi mi rispondevano.

Gran parte di quello che ho imparato su di loro mi è stato trasmesso da donne amiche e maestre in modo semplice a diretto, raccogliendo, preparando e raccontando… prima tra tutte mia nonna paterna che mi chiedeva di accompagnarla a prendere le erbe che usava per cucinare, fare tisane o per gli animali.

Nelle Donne Medicina che ho incontrato molti anni più tardi ho ritrovato la stessa semplicità, unita a grande dimestichezza con i mondi invisibili e un profondo legame con la natura, la Terra nostra Prima Madre. In questa Semplice Sacra Conoscenza ho trovato la Casa della mia anima e la bellezza di entrare in un bosco o in un prato sapendo di essere “sentita” e accolta da tanti esseri intelligenti e sensibili. Il regno vegetale ci insegna l’armonia e la salute, ci regala colori e profumi. Infatti in alcuni linguaggi indigeni il termine usato per definire le piante si può tradurre con “quelle che si prendono cura di noi”.

Mi piace condividere nello stesso modo quello che ho imparato: in cerchio, in semplicità, nel fare insieme… non sono erborista, né accademica, trasmetto ciò che pratico nel quotidiano unito alle tecniche sciamaniche che aiutano a entrare in contatto diretto con lo spirito delle piante. L’Alchimia si crea così: entrando in connessione con i nostri parenti verdi con presenza e rispetto.

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Ogni incontro nella magia delle piante è ricchissimo di doni: il bosco che ci accoglie e accompagna generosamente nella bellezza visibile e nel suo aspetto invisibile … la Natura che parla a ognuno rivelando tracce e ricordi… i sensi che si affinano… gli occhi e il cuore di ogni anima meravigliosa che si mette in gioco…. i momenti nel tempo Kairos… le voci che intessono armonie di altri tempi e altri luoghi.
e non  resta che ringraziare
con profonda gratitudine
Arkaura

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*** La nonna mi disse: “Ricorda, bambina, che le piante sono qui da quando Madre Terra è Madre. E noi siamo le sue figlie. Veniamo dopo … Contengono la memoria sacra delle nostre radici. ” ***

 


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Barbablù e gli incontri di cellule immaginali

sherazade

Le cellule immaginali del bruco contengono già il progetto, l’immagine della farfalla che sarà…
Una cellula immaginale da sola fa molta fatica, viene attaccata dal sistema immunitario e difficilmente riesce a creare il cambiamento… Per questo le cellule immaginali si attraggono e si trovano, hanno la stessa risonanza, suonano la nuova nota..
e quando si incontrano iniziano a generare nuove immagini, nuove storie e nuove possibilità…

Lungo il cammino della vita ci sono incontri che sembrano decisi in anticipo da quella parte di noi che conosce il percorso e la destinazione  e  stanno lì in attesa  del momento adatto per accadere…  Adesso si parla di Sincronicità ma mi piace pensare alla mano di Nonna Ragno che tesse la tela dell’esistenza, e intreccia fili per formare nuovi disegni, e alle cellule immaginali che poco a poco si riconoscono e si avvicinano per dare vita a nuove possibilità.

 

Una serie di fili intrecciandosi hanno creato, favorito, reso possibile l’incontro con Paola Biato artista visionaria e cantastorie di miti e fiabe di trasformazione…
Il suo l’invito a trasvalutare e immaginare nuovi finali, è stata un’emozionante sfida creativa..
Un ciuffo di Barbablù, una lacrima inattesa sono stati gli attivatori di un fermento interiore… e qui condivido alcuni frutti.

il re e la fanciulla morta

IL CASTELLO di BARBABLU’

Ho incontrato Barbablù…
Non ricordo quando fu la prima volta, ma so che imparai che alcune delle cose che vedevo e sentivo  non erano accettabili  e non potevo parlarne.
Certo si è nutrito ed è cresciuto ogni volta che ho nascosto i miei talenti o le mie peculiarità,  ogni volta che ho indossato una maschera e ho creduto di essere solo ciò che maschera mostrava, ogni volta che ho cercato di definire me stessa in base ai modelli comuni … per piacere o piacermi, per essere uguale agli altri, per essere accettata, per essere amata, per paura o per bisogno.
Si è rafforzato ogni volta che ho ascoltato la paura e ho rinunciato a splendere.
È cresciuto ogni volta che un compagno o amante mi ha detto che ero troppo qualcosa  o troppo poco  qualcos’altro. Si è nutrito ogni volta che ho creduto agli inganni, ogni volta che sono stata ferita o fraintesa da altri o da altre.

Barbablù abita in un castello dove tutto è regolato da leggi severe, perciò  funziona in modo prevedibile e controllabile.
Mi ha invitato nel suo castello e io l’ho seguito per ingenuità, o forse per curiosità.
Sembrava tutto perfetto e immutabile,  ma……
nel castello c’era una stanza proibita e nascosta, la cui porta  non dovevo assolutamente aprire.
Barbablù mi ha dato una chiave d’oro con il divieto di usarla a rischio di essere annientata o morire.
Lui, comunque, mi ha dato una piccola chiave lucente, e lo ha fatto per mettermi alla prova…
o forse perchè in fondo desiderava che io vedessi ciò che si nasconde laggiù.
Nel castello abita anche una vecchia donna che custodisce il fuoco, rimescola il calderone e sà.
Lei mi ha dato la mappa e le giuste parole.
Quelle parole che sono Forze viventi, strumenti di Potere.
La chiave nascosta sotto la lingua.
Ho usato la chiave.
Ho aperto la porta.
Ho visto.
Fuoco, sangue, ossa, ombre oscure, sacrificio.
Ho riconosciuto tutte le parti delle donne smembrate.
Avrei voluto distogliere lo sguardo, chiudere la porta e fare come se quella stanza non fosse mai esistita.
Ho richiuso la porta e ho finto di non sapere.
La chiave era ancora lucente e Barbablù non si è accorto di nulla,
o forse anche lui ha finto di non sapere.
Tutto continuava a funzionare, sempre uguale  e non si parlava mai della stanza proibita o di oscure minacce… come se non fosse mai esistita.
Non si parlava certo di ferite e cicatrici,  di abissi interiori, di sogni o di incubi, di oceani aperti e infinite possibilità… quando si parlava non si diceva nulla, nulla di davvero importante…
Si parlava di altro… di clima o di moda, di film o notizie, di guerre lontane… di altro e di altri…. nel piccolo campo neutro, cintato e racchiuso come un’aiuola.
La chiave d’oro era pulita ma il mio cuore iniziò, poco a poco,a  sanguinare,  le immagini spaventose della stanza proibita bussavano ai miei sogni e non potevo più fingere che non esistesse…
Ma fu sopratutto l’angoscia del grigiore soffocante e immutabile che mi dette coraggio di correre il rischio.
Barbablù non stava sempre al castello, lui spesso viaggiava e spariva per giorni o settimane.
Aprofittando delle sue lunghe assenze, sono tornata nella stanza, ho deciso di esplorare e ripulire.
Ho indossato il mantello blu indaco intessuto nelle lunghe ore di attesa, ho portato con me la lanterna e la scopa, mazzi di erbe profumate, acqua, cenere  e sale.
All’inizio fu dura, la lanterna illuminava uno scempio dicorpi spezzati, pezzi di desideri e di illusioni,  materia informe e putrefazione. Già solo guardare era sforzo e disgusto.
“Tutto si fa con il fuoco e con l’acqua, con l’aria e la terra… Si inizia contando le ossa…”  mi disse la vecchia mentre mi aiutava a indossare il mantello.
“È così che si inizia… e poi si ringrazia” mi ha detto.
E così ho inziato.
Con il fuoco ho illuminato e scaldato, con l’acqua, la cenere e il sale ho pulito fin dove ho potuto. Ho iniziato a raccogliere le ossa, mettendole in ordine. Ho bruciato le erbe per purificare l’aria e i pensieri. Ho preso la materia densa e scura e l’ho miscelata alla terra dell’orto/giardino.
C’è voluto del tempo… mi sono sporcata le mani, ma il manto mi ha sempre protetta. Nessuna macchia, nessuno strappo.
Quando Barbablù riappariva, la stanza era chiusa e tutto sembrava normale, ordinario.
Le nostre parole galleggiavano vuote di significato, evitando i confronti, evitando i conflitti.
Le sue visite duravano poco ma erano giorni spenti e grigi, in cui ancora nascondevo il nuovo vigore e splendore.
Anche il castello stava cambiando, il giardino cresceva e fioriva rigoglioso abitato da farfalle uccelli, deva e folletti, nutrito dal concime che avevo miscelato con lacrime e sangue,  il vento cantava e tutto fioriva.
Ho trovato tesori nella stanza segreta… conchiglie,  cristalli, libri di magia, mappe di terre sconosciute, codici, ispirazioni… e sorelle e fratelli dimenticati.
Quella piccola stanza è diventata il mio laboratorio alchemico, dalle finestre aperte entra il sole e il vento fa tintinnare campanelle dal suono armonioso, cristalli appesi creano arcobaleni e là  incontro i miei aiutanti invisibili.
Quando alla fine Barbablù è tornato, la stanza era aperta e il castello era in festa… lui  si è bloccato stupito e indeciso tra ira e spavento.
“Che hai fatto? Che hai fatto? Ora devi morire…” mi ha urlato arretrando.
“Aspetta, siedi e ascolta, ti racconto una storia..” gli ho detto sedendo al suo fianco.
“Quando tu mi hai portato nel castello ero come  morta, il corpo viveva ma l’anima, assente, dormiva.
Ti benedico perchè il divieto che mi hai dato ha sussurrato un richiamo e mi ha risvegliata.
Ti ringrazio perchè hai messo nelle mie mani quella piccola chiave d’oro e minacciandomi hai rafforzato il mio coraggio.
Ti perdono per avere ferito , ucciso  fatto a pezzi  e nascosto alcune parti di  me.. erano parti bisognose, illuse, dipendenti,  manipolatorie, compiacenti, nemiche. Così ho potuto ritrovarle e riconoscerle, ho pianto il loro dolore, ho cantato il sangue e le ossa, le ho lavate con il fuoco, con l’acqua e con il sale, e le ho nutrite con l’amore. Adesso siamo amiche.
Ti amo, perchè Amore è ciò che ho trovato nascosto nella stanza proibita.
Ho  fede in te perchè anche tu sei un’immagine del mio Sogno.”

Barbablù mi ha guardato e ho visto passare nei suoi occhi odio, paura, tristezza e speranza.  Poi, arreso, ha chiuso gli occhi ed scesa una lacrima… una sola preziosa piccola lacrima che colpita da un raggio di sole brillava lucente.

“è tempo che io vada – ha detto, andando alla porta – qui non servo più… ora sai che il castello ti appartiene da sempre e ne sei sovrana.”
“Aspetta! Non devi fuggire – ho risposto – resta e ricorda chi sei…
Forse sei mago alchimista, o guardiano di soglie,  o giardiniere dell’anima, danzatore o sacro guerriero, studioso, cantastorie o compagno di giochi…
Resta e scopriamolo insieme.”

Barbablù abita in un castello e quel castello è dentro di me.
Lui è un’immagine che ho creato per mettere alla prova la mia libertà creativa
E il mio coraggio di ribellarmi…
perciò mi ha dato la chiave e il divieto…

Infinitamente grazie a Paola Biato e Selene Calloni Williams per le ispirazioni.
Arkaura Margherita
(mio contributo al  libro “Fiabe di Potere -Sherazade incontra Barbabù” di Paola Biato)
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__fiabe-potere-biato-libro.php?id=157855

https://psicofiaba.jimdo.com/

Blue Dreamer firma

 


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Rinascere nel Ventre di Madre Terra

Questo è il primo di una serie di resoconti sull’esperienza della capanna sudatoria che sto raccogliendo per un progetto in divenire…
grazie di cuore a chi ha accettato di condividere il proprio vissuto
Arkaura

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Eleonora
La mia storia legata all’Inipi inizia circa sette anni fa, il giorno in cui mi è “arrivata” la notizia di questa meravigliosa pratica di purificazione e rinascita.
A quel tempo vivevo a Rimini, terra un po’ ostica a questo rituale, difatti la mia ricerca è durata un paio di anni, trovavo solo inipi miste uomini e donne e il mio problema era che non mi sentivo pronta per mettermi a nudo in modo così profondo (condividere un’intimità)con il mondo maschile… Il mio bisogno primario era portare cura al mio femminile, desideravo calore per la mia anima, un calore femminile che mi aiutasse a prendermi cura delle mie ferite personali. Ferite profonde, dolorose  e intime che improvvisamente sono  riemerse, chiedendo di essere ascoltate e curate.
Ricordo la sensazione di caos e disordine che ho percepito guardandomi dentro… una stanza in disordine, con libri buttati sul pavimento, mura sporche, foglie sparse entrate da una finestra aperta, posso dire che l’impressione è stata di angoscia e paura.
Mi sono chiesta:  dunque è così che tengo la mia stanza dell’anima?  Butto cose alla rinfusa e mi chiudo la porta alle spalle come se tutto questo disordine non mi appartenesse? Come se la volontà di guardare il male che mi sono e mi hanno fatto non fosse importante?
Eppure se mi ascolto, se divento consapevole di me stessa e dei miei mali, inizia il cammino impegnativo verso la guarigione dell’anima.
Il mio istinto mi guidava nella ricerca di una persona magica e speciale, una donna medicina che arrivasse all’anima e mi guidasse attraverso la cura del femminile mio e del mondo… femminile che da secoli è bistrattato, violentato, soffocato, calpestato e non amato.
Un giorno, mentre stavo lavorando nella mia attività, ho trovato un post su FB che annunciava l’evento di una inipi  di cura del femminile condotta da Margherita Arkaura.
Il brivido è arrivato in un attimo, quel brivido che mi scende lungo la schiena per segnalarmi qualcosa… Il brivido che mi ha detto: OK! Finalmente l’hai trovata, è ora di affidarsi.
L’eccitazione che ho sentito nei giorni precedenti all’incontro era un misto di felicità, paura, curiosità. Felicità perchè finalmente la “cura” si era messa in moto- Paura data dalla mente che mi diceva:” cosa pensi di ottenere? Davvero pensi  che questa sia la via per mettere ordine dentro di te?
Ma la felicità è stata la sensazione dominante, perchè  qualcosa dentro di me diceva che il cammino stava iniziando.
Sono partita alla volta di Grosseto: 2 treni e 6 ore di viaggio. Quando sono arrivata a destinazione con il mio carico di ferite dell’anima, il cielo era minaccioso, carico di nuvole nere che rendevano quasi surreale il paesaggio che mi circondava. Quelle nuvole, che si sono riversate per diverse ore rendendo impossibile la cerimonia, hanno deluso la mia aspettativa. Ecco che in un attimo i desideri si infrangono…
Quel giorno, vista l’impossibilità di fare la capanna, io le altre donne siamo stata guidate nella pratica  dell’ “smembramento sciamanico” un’altra tecnica di ri-sanazione, ma quella è una storia che racconterò un’altra volta.
La delusione in quelle ore era enorme dentro di me, ma non mi sono affatto scoraggiata, avevo avuto la fortuna  di aver incontrato “la mia sciamana”.
Margherita è un anima speciale, una donna del “non tempo”, uno spirito guida immenso, una porta di comunicazione tra i mondi, uno spirito racchiuso in un corpo fisico con un’espansione illimitata. Occhi che mi hanno toccato dentro appena li ho incrociati, occhi di lupa, occhi potenti e profondi.
L’attesa mi ha ripagato, il sentirmi “a casa” vicino a lei è stato immediato.
Sono passati altri mesi e la mia speranza è rimasta viva.. e finalmente arriva l’occasione di una nuova capanna:  a VillaVilla Folle, un casale nel Mugello.

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Mi ritrovo in questa cascina in mezzo alla natura, circondata da valli, boschi e silenzio. La prima sensazione leggendo il nome della casa  è stata di essere arrivata in un posto magico. Magico come Silvia, la donna che viveva lì da sola, donna del “pane” suo canale con la vita… la sua stanza laboratorio  racchiudeva sacralità, cura,  pulizia e profumo di farina che nei sacchi attendeva la trasformazione.
In Silvia ho riconosciuto subito una sorella, come un legame, un filo sottile che fa sentire unione al di là della logica… la sorellanza.
A Villa Folle, dove tutto è circonfuso di magia, ho incontrato altre anime femminili richiamate dal desiderio e dall’impegno della cura di sè  e delle altre donne nel mondo, sofferenti per mancanza di rispetto e amore.
Anche se il motivo che ci radunava era lo stesso, ammetto che per me non è facile aprirmi, ma con il passare delle ore mi rilassavo.
Siamo arrivate la sera prima, per partecipare  anche alla costruzione,  e nella cucina rustica abbiamo condiviso una cena leggera a base di riso e verdure, perchè la cerimonia dell’inipi richiede attenzione anche a ciò che si mangia.
Ho notato che Margherita ha curato anche questi dettagli, e ciò mi ha confermato il grande rispetto e impegno che mette nel condurre questa pratica, e testimonia il suo legame con il mondo invisibile, o “degli Spiriti” come dicono gli sciamani, a cui si rivolge per chiedere guida e sostegno prima di progettare ogni nuova cerimonia o costruzione.
Dopo il piacevole chiacchierio della cena mi sono ritirata, un po per stanchezza e un po per preparami al giorno seguente. È stata una notte di sogni e visioni.

La mattina finalmente la mia attesa è finita.

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Marga ci ha guidate per tutto il giorno… siamo andate a raccogliere i rami flessibili di nocciolo che servono per la struttura della capanna, chiedendo il permesso al bosco prima di tagliarli e lasciando piccole offerte di tabacco e ciccolato, in segno di ringraziamento.
Poi è stato tempo di cercare le pietre lungo il fiume, le abuelitas cariche di memoria.
“Ogni peso che porti per la capanna è un peso della tua vita che puoi  lasciare andare durante cerimonia…”
Non dimenticherò mai questa frase di Marga.
Sembravamo formiche indaffarate, ognuna alla ricerca di qualcosa che serviva  al  comune proposito finale… la preparazione e costruzione ha occupato quasi tutta la giornata…
giornata di alchime e sorrisi, raccoglimento interiore, ascolto della natura.
È stato un onore e una magia aver preso parte alla nascita di quella capanna e sarò sempre legata a quel pezzo di terra nelle campagne toscane.
Mi è difficile trasmettere con le parole tutte le emoziozioni che vissuto, perchè vengono delle mie profondità.
Ricordo la legna raccolta per il fuoco  messa da una parte, le nonne pietre  radunate in attesa,  una montagna di coperte per  vestire la capanna; la buca nel centro per accogliere la pietre roventi, il monticello di terra, altare che abbiamo decorato con fiori, cristalli, conchiglie e amuleti.
Poi   il cerchio di apertura  della cerimonia, la fumigazione con la salvia bianca, e la chiamata alle 4 direzioni…  le preghiere e le offerte alle pietre che le “Donne del Fuoco” sistemavano  sulla pira… Che emozioni ragazze!
Dal momento dell’accensione del fuoco si sta in un raccoglimento fatto di canti accompagnati dal sacro tamburo, voci e silenzi della natura che ci circonda.
Il Fuoco un grande maestro, un grande alleato, fuoco purificatore, fuoco possente che attiva le preghiere che abbiamo offerto alle pietre, fuoco che trasforma.
E, giunto il tempo di preparaci ad entrare, Marga ci da le ultime indicazioni per formare il cerchio con i posti che andremo a occupare dentro la capanna, posti legati alle direzioni… io ho scelto il nord, che mi parla di inverno e rigore, rigidità…
Ecco siamo pronte per entrare, ci salutiamo augurandoci “buona capanna, buona rinascita” e poi in fila ci abbassiamo per passare la piccola porta toccando la terra con la fronte  e in un attimo siamo in un altra dimensione.

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Ho avuto paura di non farcela, soffrivo di claustrofobia e in quello spazio chiuso, circoscritto, buio e caldo, pensavo di scappare fuori… ma la mano di una sorella ha toccato la mia e mi sono aggrappata per diversi minuti,  e c’è sempre stata  ogni volta che ne ho avuto bisogno, mi ha sostenuta e ce l’ho fatta.
La mia prima inipi è durata  3 ore, ma veramente il tempo là dentro ha un altro andamento e non si può misurare…. momenti di canti, momenti di pianti, momenti di lasciare andare i pesi dell’anima, momenti di preghiera, momenti di silenzio, momenti di gioia e di ringraziamenti verso tutto ciò che è stato, verso ciò che sarà, verso noi stesse.

Rinasci davvero, ogni volta che ti prendi cura dell’anima.  E leggerezza è ciò che mi ha accompagnato nei giorni seguenti.
Mi fa piacere ripercorrere questi ricordi ora che mi sto preparando per andare domani alla mia settima inipi (niente male per una ex-claustrofobica), rivedrò Marga e alcune sorelle di capanna, incontrerò donne nuove e so che ciò che ci unirà sarà sempre quel filo invisibile di sorellanza mistica e profonda.
Con amore verso l’universo
Anui anui anui
Donna Cuore Cristallino

Ps. La mia anima adesso è felice… la stanza interiore è stata riordinata: ho tolto la polvere, ho rimesso a posto i libri, ho tinteggiato e l’ho ri-arredata, con meno cose… e ora mi sento finalmete padrona di me stessa.

 

News:
Prossima costruzione e cerimonia Capanna Sudatoria
6/8 aprile presso “La Luna e i Bambù” Cassinelle (AL) info: arkaura@gmail.com
https://www.facebook.com/events/208811733016314/

 

– “Il Risveglio dell’Alchimista”
Percorso esperienziale sugli archetipi femminili attraverso  tecniche sciamaniche, incontri in cerchio condotti da Arkaura

Genova presso Madreluna Asd, info: Laura 349.67.68.567 – laura.madreluna@gmail.com
https://www.facebook.com/events/446863919064055/ 

Cordovado (PD)  Borgo Castello, per informazioni dettagliate  347 1722915 (Alessandra)
https://www.facebook.com/events/565931027116654/

Villanova Monferrato (AL) presso associazione Sinestesi info: Paola 3392734665
https://www.facebook.com/events/336483403533129/

 


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Incontri multidimesionali

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Dopo il tramonto, con gli abiti bianchi, il loro Bastone della Parola e lo scialle, andarono allo spazio circolare dove la sciamana stava già accendendo il fuoco.       «Benvenute figlie» le accolse la donna gettando erbe profumate nel fuoco. «Questa sera vi guiderò nel Mondo di Sopra a conoscere il vostro angelo…»
Alla parola “angelo” i volti delle sorelle s’illuminarono.
«Prendete uno di questi sonagli e formiamo un cerchio. Ora invitiamo gli spiriti benevoli della natura, i nostri alleati spirituali e i poteri delle Sette Direzioni Sacre, ad accompagnarci in questo viaggio nel mondo dei Maestri, delle Guide e degli Angeli. Nel Mondo di Sopra…» continuò con voce cantilenante, «si arriva salendo oltre le nuvole e il cosmo… Varcando l’entrata per l’altra dimensione avrete l’impressione di attraversare un velo. Vi troverete in un mondo fatto di luce e presenze eteriche… mantenete l’intenzione chiara e lasciate che sia il cuore a guidarvi…» Iniziò a cantare al ritmo del sonaglio, e le ragazze si unirono al canto avvertendo una sfera di energia formarsi intorno a loro. Florinda terminò di cantare. Mise delle resine profumate in un piccolo braciere e girò loro intorno alcune volte, purificandole con l’aiuto di una grossa penna d’aquila.
«Ora sdraiatevi tenendo sul cuore il vostro Bastone della Parola e visualizzate una scala per il cielo… Chiedete al vostro angelo di comunicare con voi…»
Iniziò a suonare il tamburo e il ritmo ipnotico portò subito Miriam in uno stato di profondo rilassamento…
«Respiro profondamente mentre il battito monotono del tamburo mi attraversa a onde concentriche. Il mio corpo diventa leggero e impalpabile, impercettibile, il bagliore del fuoco disegna forme sullo schermo dei miei occhi chiusi… sono su una spiaggia, vedo il mare davanti a me. Il cielo è nuvoloso e un raggio di luce filtra e scende fino a terra. Ci cammino sopra, supero le nuvole e le stelle e attraverso un’apertura ovale e luminosa che sembra una membrana fatta di ragnatela. Ora sono in uno spazio illuminato e rarefatto… sto camminando in un lungo corridoio con molte porte aperte, in un palazzo di cristallo fluido. Vedo un uomo anziano in abiti chiari e morbidi, con barba e lunghi capelli bianchi e mi avvicino chiedendo se sa dove posso trovare il mio angelo. Indicandomi una scala che sale, con un sorriso si porta le mani sul cuore e poi di nuovo indica la scala… la richiesta del cuore… ora ricordo! Inizio a salire tenendo una mano sul cuore, invitando il mio angelo a mostrarsi e comunicare con me… Una scia luminosa sembra indicarmi la strada, salgo alcuni piani incontrando esseri di razze diverse, alcune sconosciute. Tutti emanano amore, armonia e integrità. Sorridono. Qualcuno con occhi profondi e pieni di luce mi fa cenno di proseguire. Salgo ancora e mi trovo in un grande spazio circolare fatto di materiale fluido e mobile, come luce dorata, al cui centro la luminosità è più intensa… so che il mio posto è qui.  Mi avvicino al centro e nella luce d’oro vedo un Essere meraviglioso e cangiante. Sono felice, respiro gioia, bellezza e libertà… l’Essere si muove e ogni movimento è danza… Sorride e sento ogni cellula del mio corpo gioire. La Voce vibra ovunque, la sento danzare nel mio cuore con queste parole: “Amore a te sorella di luce, bentornata a casa… Io sono la luce del sole che ti riscalda e t’illumina dal di dentro. Sono in ogni emozione che riconosci, sono i momenti di gioia che provi, sono la grandezza, la felicità che non sai spiegarti, sono i sentimenti che non comprendi, ma che già riconosci. Apri le braccia, sorridi, colmati d’amore e lasciati trasportare dalle energie. Vivi ogni attimo e ogni circostanza dalla prospettiva dell’Essere di Luce quale tu sei… ricorda chi sei e tutto seguirà… tu sei Luce, siamo fratelli, noi siamo Uno…” e conclude dicendomi “Ricorda, anima eccellente, che niente ti appartiene perché tutto è già tuo…” e allargando le braccia mi accoglie in un abbraccio in cui sento di fondermi ed espandermi in un’indescrivibile gioia infinita.
Io Sono nell’eternità senza tempo. È perfetto. Così è…

22 ELOIS E CAMMINO

Il suono del tamburo cessa e solo in quel momento mi accorgo che c’era… poi inizia il rullare del richiamo al ritorno… mi sento smaterializzata e torno lentamente consapevole del mio corpo, del viaggio, di Florinda e Sara, del fuoco che scoppietta. Il Bastone della Parola che tengo sul cuore è vivo e vibrante. Florinda ha intonato un icaro di saluto e ringraziamento agli spiriti.

In silenzio, col cuore colmo di pace, ci dirigiamo verso casa…

In silenzio Paulus ci accoglie con un sorriso e un abbraccio. In silenzio assaporiamo la zuppa di verdure, in silenzio ci parliamo con gli occhi, in silenzio ascoltiamo la presenza dell’angelo che ci avvolge… in silenzio ringraziamo Florinda e Paulus dal profondo del nostro cuore. In silenzio siamo Uno.»
E in silenzio, terminata la cena, Sara si alzò. Con le mani sul cuore e un sorriso salutò tutti e si diresse in camera. Accese alcune candele, prese il quaderno dove, da quando Paulus era diventato il loro Maestro, annotava esperienze e riflessioni, e iniziò a scrivere…
«Il tamburo chiamava ed io ne ero distratta. Avrei voluto avere il mio flauto e unirmi a quel suono. Sento che è quello che devo fare, sento che il mio suono può essere una guida per altre anime, per accompagnarle dove devono andare. Poi ho stretto il mio Bastone della Parola e ho pensato “Chiedo e desidero parlare con te, mio angelo. Guidami affinché ci possiamo incontrare…” e ho visualizzato la scala per il cielo, come indicato da Florinda. Sono salita e mi sono ritrovata in una grotta scavata nella roccia. Era calda e luminosa.
Una donna molto bella, accanto a una fonte, mi sorrideva. Mi avvicino, m’inginocchio, non so perché, ma lo devo fare…
Lei mi porge una conchiglia colma d’acqua cristallina e m’invita a bere, molte volte. L’acqua è buona, leggera, gustosa. Mi dice di andare a bere ogni volta che posso perché quell’acqua mi trasformerà. Poi mi indica un tunnel ed io mi ci incammino ritrovandomi di fronte al vecchio ulivo, Hadar, di cui vedo la struttura energetica luminosa, splendente, vibrante e lì, seduto tra le radici dell’albero, c’è un meraviglioso essere di luce che mi guarda e mi sorride. Chiedo: “Sei tu, Elois?” e lui risponde: “Come le onde del mare s’infrangono sulla riva, io vengo a te e ti circondo con la mia energia. Chi sei tu?
Io sento il mio cuore traboccare amore ed energia, sento il mio corpo grande, immenso, senza confini. Sopra di me il cielo è pieno di stelle ed io rispondo: “Sono la figlia dell’Universo, sono la figlia delle stelle…” Mi percepisco immensa, sento il mio corpo espandersi su tutta la Terra, la posso abbracciare e circondare, posso essere ovunque, sono unita col Tutto, abbraccio i pianeti, mi espando nell’Universo, io sono così.
L’angelo dice: “Dolce anima, apri il tuo cuore alla luce che hai dentro. Io Sono e ti Amo son tutto e ti chiamo, vieni a me, vieni a me, vieni al tuo posto, vieni al tuo Sé. Lasciati fluire e tutto seguirà. Tu hai la forza e l’amore, la purezza e l’ardore, essi sono il tuo sostegno, la tua cura, la tua chiave di casa. Ora accetta il mio piccolo dono, sono tre parole che dicono, IO CI SONO! In ogni momento, in ogni confusione, quando lo desideri io per te, SONO.
Poi viene verso me e mi avvolge in un abbraccio di luce… ed io sono lui e lui è me e siamo Uno con tutto ciò che è, in un presente senza tempo…
Il tamburo smette di suonare ed è strano sentirlo, perché non udivo alcun suono. L’angelo unisce le mani e le porta prima sul cuore e poi alla fronte scomparendo in un fascio di luce. Al rullare del tamburo apro gli occhi ma mi ci vuole un po’ per capire chi sono e dove sono… anche mia sorella sta riaprendo gli occhi… anche lei mi sembra un essere immenso di energia che illumina la notte.»
Sara ripose il quaderno nello zaino. Prese il flauto e mentre creava un canto di ringraziamento, pensò: «Sono nel posto giusto al momento giusto, ed è perfetto, così è…»

Brano estratto da “Verso Uno” – Margherita Lacqua e Simona Cerri
buy on www.versouno.wix.com/books

Immagini Arkaura  art © All Rights reserved – www.arkaura.eu

 


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Sciamanesimo: Resiliente Arte Multidimensionale

Alla vigilia del secondo incontro della formazione sciamanica 7 piume d’oro,  rifletto su che cosa sia per me lo sciamanesimo….

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Arkaura – Donna Custode dell’Arcobaleno
Che cos’è lo sciamanesimo per me?

È l’arte di vivere sulla Terra consapevolmente… è riconoscere che il pianeta è vivo e cosciente, tutti gli esseri che lo abitano sono vivi e coscienti….
è sapere che possiamo comunicare, sapere che siamo parte di una immensa rete o ragnatela di vita e che ogni nostro pensiero, parola o azione produce un effetto su questa rete oltre che sulla nostra vita.
È l’arte di ricomporre la propria integrità, e aiutare a risanare ciò che è disarmonico dentro e fuori, riconoscendo e reclamando il proprio Potere Personale, il proprio Valore e la propria Responsabilità.
È l’arte di spostare il proprio punto di unione per accedere ad altre dimensioni (o frequenze vibratorie) mantenendo una coerenza che ci permette di incontrare altri Esseri, ricevere informazioni utili e acquisire  energia o talenti.
Si potrebbe anche definire multidimensionalità… ovvero la capacità di muoversi ed agire in diverse dimensioni consapevolmente ed efficacemente…. ma sopratutto rispettando lo spazio sacro e il sacro punto di vista di ogni altro essere.
Richiede disciplina, presenza e fluidità.
Per me lo sciamanesimo è una resiliente arte multidimensionale.
(Arkaura)

CallingtheEagle

Continua il percorso:

  • Sette Piume d’Oro
    Formazione sciamanica ed esplorazione dei sentieri dell’anima in armonia con Madre Terra
    7 passi verso la co-creazione del Sogno dell’Arcobaleno Rotante

Ritiro di un weekend ogni 2 mesi.

Zona nord-ovest Italia secondo incontro:29 aprile/ 1 maggio:  “la rete della vita, alleati del mondo di mezzo – interconnessione” presso Luna e Bambù – Cassinelle AL
info e prenotazioni: arkaura@gmail.com -3471296075

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