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camminare la parola in armonia, bellezza ed equilibrio


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Barbablù e gli incontri di cellule immaginali

sherazade

Le cellule immaginali del bruco contengono già il progetto, l’immagine della farfalla che sarà…
Una cellula immaginale da sola fa molta fatica, viene attaccata dal sistema immunitario e difficilmente riesce a creare il cambiamento… Per questo le cellule immaginali si attraggono e si trovano, hanno la stessa risonanza, suonano la nuova nota..
e quando si incontrano iniziano a generare nuove immagini, nuove storie e nuove possibilità…

Lungo il cammino della vita ci sono incontri che sembrano decisi in anticipo da quella parte di noi che conosce il percorso e la destinazione  e  stanno lì in attesa  del momento adatto per accadere…  Adesso si parla di Sincronicità ma mi piace pensare alla mano di Nonna Ragno che tesse la tela dell’esistenza, e intreccia fili per formare nuovi disegni, e alle cellule immaginali che poco a poco si riconoscono e si avvicinano per dare vita a nuove possibilità.

 

Una serie di fili intrecciandosi hanno creato, favorito, reso possibile l’incontro con Paola Biato artista visionaria e cantastorie di miti e fiabe di trasformazione…
Il suo l’invito a trasvalutare e immaginare nuovi finali, è stata un’emozionante sfida creativa..
Un ciuffo di Barbablù, una lacrima inattesa sono stati gli attivatori di un fermento interiore… e qui condivido alcuni frutti.

il re e la fanciulla morta

IL CASTELLO di BARBABLU’

Ho incontrato Barbablù…
Non ricordo quando fu la prima volta, ma so che imparai che alcune delle cose che vedevo e sentivo  non erano accettabili  e non potevo parlarne.
Certo si è nutrito ed è cresciuto ogni volta che ho nascosto i miei talenti o le mie peculiarità,  ogni volta che ho indossato una maschera e ho creduto di essere solo ciò che maschera mostrava, ogni volta che ho cercato di definire me stessa in base ai modelli comuni … per piacere o piacermi, per essere uguale agli altri, per essere accettata, per essere amata, per paura o per bisogno.
Si è rafforzato ogni volta che ho ascoltato la paura e ho rinunciato a splendere.
È cresciuto ogni volta che un compagno o amante mi ha detto che ero troppo qualcosa  o troppo poco  qualcos’altro. Si è nutrito ogni volta che ho creduto agli inganni, ogni volta che sono stata ferita o fraintesa da altri o da altre.

Barbablù abita in un castello dove tutto è regolato da leggi severe, perciò  funziona in modo prevedibile e controllabile.
Mi ha invitato nel suo castello e io l’ho seguito per ingenuità, o forse per curiosità.
Sembrava tutto perfetto e immutabile,  ma……
nel castello c’era una stanza proibita e nascosta, la cui porta  non dovevo assolutamente aprire.
Barbablù mi ha dato una chiave d’oro con il divieto di usarla a rischio di essere annientata o morire.
Lui, comunque, mi ha dato una piccola chiave lucente, e lo ha fatto per mettermi alla prova…
o forse perchè in fondo desiderava che io vedessi ciò che si nasconde laggiù.
Nel castello abita anche una vecchia donna che custodisce il fuoco, rimescola il calderone e sà.
Lei mi ha dato la mappa e le giuste parole.
Quelle parole che sono Forze viventi, strumenti di Potere.
La chiave nascosta sotto la lingua.
Ho usato la chiave.
Ho aperto la porta.
Ho visto.
Fuoco, sangue, ossa, ombre oscure, sacrificio.
Ho riconosciuto tutte le parti delle donne smembrate.
Avrei voluto distogliere lo sguardo, chiudere la porta e fare come se quella stanza non fosse mai esistita.
Ho richiuso la porta e ho finto di non sapere.
La chiave era ancora lucente e Barbablù non si è accorto di nulla,
o forse anche lui ha finto di non sapere.
Tutto continuava a funzionare, sempre uguale  e non si parlava mai della stanza proibita o di oscure minacce… come se non fosse mai esistita.
Non si parlava certo di ferite e cicatrici,  di abissi interiori, di sogni o di incubi, di oceani aperti e infinite possibilità… quando si parlava non si diceva nulla, nulla di davvero importante…
Si parlava di altro… di clima o di moda, di film o notizie, di guerre lontane… di altro e di altri…. nel piccolo campo neutro, cintato e racchiuso come un’aiuola.
La chiave d’oro era pulita ma il mio cuore iniziò, poco a poco,a  sanguinare,  le immagini spaventose della stanza proibita bussavano ai miei sogni e non potevo più fingere che non esistesse…
Ma fu sopratutto l’angoscia del grigiore soffocante e immutabile che mi dette coraggio di correre il rischio.
Barbablù non stava sempre al castello, lui spesso viaggiava e spariva per giorni o settimane.
Aprofittando delle sue lunghe assenze, sono tornata nella stanza, ho deciso di esplorare e ripulire.
Ho indossato il mantello blu indaco intessuto nelle lunghe ore di attesa, ho portato con me la lanterna e la scopa, mazzi di erbe profumate, acqua, cenere  e sale.
All’inizio fu dura, la lanterna illuminava uno scempio dicorpi spezzati, pezzi di desideri e di illusioni,  materia informe e putrefazione. Già solo guardare era sforzo e disgusto.
“Tutto si fa con il fuoco e con l’acqua, con l’aria e la terra… Si inizia contando le ossa…”  mi disse la vecchia mentre mi aiutava a indossare il mantello.
“È così che si inizia… e poi si ringrazia” mi ha detto.
E così ho inziato.
Con il fuoco ho illuminato e scaldato, con l’acqua, la cenere e il sale ho pulito fin dove ho potuto. Ho iniziato a raccogliere le ossa, mettendole in ordine. Ho bruciato le erbe per purificare l’aria e i pensieri. Ho preso la materia densa e scura e l’ho miscelata alla terra dell’orto/giardino.
C’è voluto del tempo… mi sono sporcata le mani, ma il manto mi ha sempre protetta. Nessuna macchia, nessuno strappo.
Quando Barbablù riappariva, la stanza era chiusa e tutto sembrava normale, ordinario.
Le nostre parole galleggiavano vuote di significato, evitando i confronti, evitando i conflitti.
Le sue visite duravano poco ma erano giorni spenti e grigi, in cui ancora nascondevo il nuovo vigore e splendore.
Anche il castello stava cambiando, il giardino cresceva e fioriva rigoglioso abitato da farfalle uccelli, deva e folletti, nutrito dal concime che avevo miscelato con lacrime e sangue,  il vento cantava e tutto fioriva.
Ho trovato tesori nella stanza segreta… conchiglie,  cristalli, libri di magia, mappe di terre sconosciute, codici, ispirazioni… e sorelle e fratelli dimenticati.
Quella piccola stanza è diventata il mio laboratorio alchemico, dalle finestre aperte entra il sole e il vento fa tintinnare campanelle dal suono armonioso, cristalli appesi creano arcobaleni e là  incontro i miei aiutanti invisibili.
Quando alla fine Barbablù è tornato, la stanza era aperta e il castello era in festa… lui  si è bloccato stupito e indeciso tra ira e spavento.
“Che hai fatto? Che hai fatto? Ora devi morire…” mi ha urlato arretrando.
“Aspetta, siedi e ascolta, ti racconto una storia..” gli ho detto sedendo al suo fianco.
“Quando tu mi hai portato nel castello ero come  morta, il corpo viveva ma l’anima, assente, dormiva.
Ti benedico perchè il divieto che mi hai dato ha sussurrato un richiamo e mi ha risvegliata.
Ti ringrazio perchè hai messo nelle mie mani quella piccola chiave d’oro e minacciandomi hai rafforzato il mio coraggio.
Ti perdono per avere ferito , ucciso  fatto a pezzi  e nascosto alcune parti di  me.. erano parti bisognose, illuse, dipendenti,  manipolatorie, compiacenti, nemiche. Così ho potuto ritrovarle e riconoscerle, ho pianto il loro dolore, ho cantato il sangue e le ossa, le ho lavate con il fuoco, con l’acqua e con il sale, e le ho nutrite con l’amore. Adesso siamo amiche.
Ti amo, perchè Amore è ciò che ho trovato nascosto nella stanza proibita.
Ho  fede in te perchè anche tu sei un’immagine del mio Sogno.”

Barbablù mi ha guardato e ho visto passare nei suoi occhi odio, paura, tristezza e speranza.  Poi, arreso, ha chiuso gli occhi ed scesa una lacrima… una sola preziosa piccola lacrima che colpita da un raggio di sole brillava lucente.

“è tempo che io vada – ha detto, andando alla porta – qui non servo più… ora sai che il castello ti appartiene da sempre e ne sei sovrana.”
“Aspetta! Non devi fuggire – ho risposto – resta e ricorda chi sei…
Forse sei mago alchimista, o guardiano di soglie,  o giardiniere dell’anima, danzatore o sacro guerriero, studioso, cantastorie o compagno di giochi…
Resta e scopriamolo insieme.”

Barbablù abita in un castello e quel castello è dentro di me.
Lui è un’immagine che ho creato per mettere alla prova la mia libertà creativa
E il mio coraggio di ribellarmi…
perciò mi ha dato la chiave e il divieto…

Infinitamente grazie a Paola Biato e Selene Calloni Williams per le ispirazioni.
Arkaura Margherita
(mio contributo al  libro “Fiabe di Potere -Sherazade incontra Barbabù” di Paola Biato)
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__fiabe-potere-biato-libro.php?id=157855

https://psicofiaba.jimdo.com/

Blue Dreamer firma

 

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L’amore che è in te è tutto ciò di cui hai bisogno…

Dedicato a tutti i fratelli in cammino, agli uomini che cercano l’Integrità…

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CANTO del FRATELLO di MEDICINA

Ascolta le mie parole Fratello Guerriero.
Lascia che risuonino chiare e veritiere.
È giunto il momento di essere la tua visione, 
poichè il mondo ha bisogno di te.

Cavalca il vento, pacifico guerriero,
fino al luogo che serba la tua pena.
Libera il dolore che blocca la tua visione
e poi riapriti all’amore.

Possiamo sognare con i nostri Antenati,
possiamo accogliere la Stella del Mattino.
Insieme possiamo trovare la strada
ed essere fieri di noi stessi
e diventare le visioni che siamo.

Vola dunque, mio Danzatore Aquila,
e muoviti in cerchio tra i venti del cambiamento;
e cammina libero, mio ricercatore di visioni,
senti, guarisci e ama di nuovo.

Poi ergiti fiero, mio guerriero dello spirito,
gloria nella luce che spargi.
E poi sogna ancora, mio guaritore del cuore.
L’amore che è in te è tutto ciò di cui hai bisogno. 
L’amore che è in te è tutto ciò di cui hai bisogno.

(J.Sams – La Ruota delle Lune)

Art Susan Seddon Boulet

1994-TheRiverGods


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Preghiera Selvaggia

L’Antico Rituale

Ti chiedo di andare prima a lavare il tuo viso, niente trucco, niente profumi. Lava anche le tue mani. Lascia i tuoi capelli sciolti. Non pettinare i tuoi capelli. Non indossare gioilelli, niente incenso, nessun simbolo intorno a te. Và sotto il cielo, prendi una manciata di terra del luogo dove vivi. Tieni la terra nelle tue mani e prega

Perchè il  bene nasca dal male,
perchè l’onore nasca dalla paura,
perchè il proposito sia reso chiaro dalle avversità….
per tutte le persone nel nostro mondo e per te stesso,
questa sfida ci dà chiarezza, ancora più amore,
più Speranza, più Bene, più Onore,
più Chiaro Proposito.

Parla/prega/canta/ sta in silenzio nel tuo vero essere verso ciò che fai alla tua propria maniera, con le tue proprie parole, incluso il silenzio, una delle più grandi forme di preghiera.

Prega duro. Tu conosci la differenza.  Continua a leggere


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Raccolto d’Estate e Incontri d’Ottobre

Questa estate che sta volgendo all’autunno è stata ricca di doni e sfide… incontri di sorellanza e fratellanza, connessioni multidimensionali, riconoscimenti, un gemello cosmico, amore, ombre emergenti, lezioni da ripassare, tempeste solari ed emozionali, luoghi e sguardi intensi, vortici ascendenti e discendenti, perdere equilibri e trovarne nuovi, aculei d’istrice, benedizioni, tamburi e risate, fluire….
istanti di pura magia …
Sono grata del raccolto e il cuore si è aperto su uno spazio infinito pieno di stelle, supernove, buchi neri e galassie… Continua a leggere


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Co-creazione: il talento di ogni essere umano.

La capacità di co-creare idee, progetti, arte, scrittura e lavorare insieme in fiducia e rispetto, è ciò verso cui la razza umana si sta muovendo.
È una capacita innata dell’essere umano ed è un talento che andrà sviluppato sempre di più nei prossimi anni per poter convivere in armonia e pace. (dai messaggi di Elois)

Passi Verso Uno

 connections

“Come avete fatto a scriverlo in due?”

Questa domanda ricorrente che ci viene rivolta durante le presentazioni del nostro libro “VERSO UNO”, ci ha indotto a riflettere su ciò che a noi risulta facile e naturale, e quindi a chiedere chiarimenti a Elois, la guida angelica che ci ha accompagnato nel processo di scrittura. Di seguito trascriviamo le sue osservazioni.

“Voi siete anime che hanno avuto esperienze di incarnazione su altri pianeti e da quelle altre vite vi siete abituate a realizzare opere come questo libro,  ciò si chiama: co-creazione spontanea.

In questa vita, questa capacità è stata da voi allenata prima co-creando altre cose più piccole e più semplici come brevi storie, poesie, disegni orafi ecc…  e questo periodo di allenamento (inconsapevole)  è stato necessario perché, venendo su questo piano, avete dimenticato  questa capacità naturale che  in altri luoghi dell’Universo è una forma di arte molto apprezzata.

La co-creazione armonica…

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Le Donne forti

 

Le Donne forti

Sono quelle che denudano senza trucchi i loro difetti
e lo fanno di fronte a tutto e a tutti.
Quelle che non nascondono il malumore
e si vestono a modo loro, e non gli importa nulla di ciò che diranno.
Quelle che non tremano di fronte alla solitudine sebbene le minacci.
Quelle che non rinunciano ai propri principi e scelgono la verità
e ne pagano il prezzo.
Quelle che sono imparziali e combattive
e amano le proprie lacrime
e sfidano tutto, con il rischio di perdere tutto.
Sono quelle che creano mondi magici
pur sapendo che solo pochi vi entreranno.
Quelle che amano con passione anche se portano le loro cicatrici.
Quelle che non temono di entrare nella loro ombra
e non portano maschere e sembrano matte.
Quelle che sanno che dal dolore nasce la poesia
e diventano un poema e sognano.
Quelle che fanno dei silenzi, musica
e delle ceneri, fuoco e ardono.
Quelle che mettono ali.

Loro, le donne forti,
sono quelle che fanno uomini forti.

María Quaglia – traduzione Arkaura
Fonte: https://lalolarte.wordpress.com/

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Artist: David Joaquin


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Semplice preghiera per ricordare la Fonte Originaria

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Semplice preghiera per ricordare la Fonte Originaria

Noi non diventiamo guaritori. Noi venimmo come guaritori. Noi siamo. Qualcuno di noi sta ancora cercando di adeguarsi a ciò che siamo.
Noi non diventiamo cantastorie. Noi venimmo come come portatori delle storie che noi e i nostri antenati abbiamo veramente vissuto. Noi siamo.  Qualcuno di noi sta ancora cercando di adeguarsi a ciò che siamo.
Noi  non diventiamo artisti. Noi venimmo come artisti. Noi siamo. Qualcuno di noi sta ancora cercando di adeguarsi a ciò che siamo.
Noi non diventiamo scrittori, danzatori, musicisti, collaboratori, portatori di pace. Noi venimmo come tali. Noi siamo. Qualcuno di noi sta ancora cercando di adeguarsi a ciò che siamo.
Noi non impariamo ad amare in questo senso, noi venimmo come Amore. Qualcuno di noi sta ancora cercando di adeguarsi a ciò che veramente siamo.

(Clarissa Pinkola Estes)

un inizio verso Uno

acquarello su carta arkaura art